Il Brasile è una terra di profonde contraddizioni, dove le bellezze geografiche naturali si scontrano quotidianamente, con la durezza e la fatica di sopravvivere di tante persone. 


Piabetà


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La città di Rio de Janeiro è l'esempio più lampante di questa situazione. La cidade maravilhosa conosciuta nel mondo per le sue spiagge e lo stile di vita festoso dei suoi abitanti, vede in realtà convivere due mondi lontanissimi.

Il centro della città, con le spiagge di Copacabana e Ipanema, costellato di grattacieli e strade piene di lussuosi negozi, è circondato da un grande agglomerato di favelas, dove milioni di abitanti combattono per la sopravvivenza.

Come in tutte le grandi metropoli del sud del mondo i poveri si accalcano nelle periferie per succhiarne gli scarti nel tentativo di sopravvivere. Anche nella grande periferia di Rio de Janeiro, si sono creati diversi agglomerati urbani che hanno dato vita alla Baxiada Fluminense, descritta come la zona più violenta e pericolosa del mondo; qui, a quaranta km da Rio de Janeiro, è collocata Piabetà. Anche qui i centomila abitanti che popolano questo immenso villaggio si trovano, ogni giorno, ad affrontare gravi problemi, come la mancanza di cibo quotidiano, l’abbandono dei minori, l’analfabetizzazione, la disoccupazione e un’assistenza sanitaria inesistente.

In questa realtà così aspra e difficile lavorano, da diversi anni, i padri Canossiani, cercando di dare risposte efficaci a queste problematiche attraverso le molte opere da loro gestite: scuola materna, corsi di avviamento professionale, oratori, assistenza alle famiglie povere, collaborazioni con alcuni medici del luogo per un servizio sanitario organizzato nel loro Centro Medico.

Il 10% di persone estremamente ricche e facoltose controlla addirittura il 60% della ricchezza nazionale mentre la maggior parte della restante percentuale di abitanti vive in condizioni di povertà e degrado estremi. In questo paese, considerato in via di sviluppo, 40 milioni di persone risultano malnutrite, 25 milioni vivono nelle favelas, 12 milioni di bambini si trovano in uno stato di totale abbandono, preda degli squadroni della morte che hanno il compito di eliminarli per non farli diventare futuri delinquenti, oltre 7 milioni di ragazzi in età scolare non vanno a scuola e la totalità dei poveri non può ricevere un’assistenza sanitaria adeguata perché affidata a polizze assicurative con costi, ovviamente, inaccessibili. Il Brasile, con tutti i suoi sogni di grandezza, presenta sacche di miseria paragonabili a quelle dei paesi più poveri dell’Africa e dell’Asia.

 

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